IPv4 e IPv6 nelle API IP
La gestione di IPv4 e IPv6 nelle API IP dipende dal contratto tra un client e un'API. Un buon client tiene distinti successo, errori di validazione, errori di autenticazione, limiti di frequenza ed errori temporanei del server. Che le risposte siano in JSON o in XML, la semantica HTTP resta la stessa; i valori IPv4/IPv6, poi, vanno conservati senza presupporre che abbiano la lunghezza di un indirizzo IPv4.
Come gestire la risposta
Verifica Content-Type, codice di stato, campi documentati e quota. HTTP 429 richiede una gestione separata: rispetta Retry-After quando c'è e applica un backoff esponenziale limitato con jitter. Valuta l'idempotenza dell'operazione prima di ritentarla. I log possono contenere identificatori di richiesta, stato e latenza, ma mai i segreti dell'API.
Il dettaglio che conta
Non memorizzare un campo di un'API IP in uno schema dimensionato solo per un IPv4 in notazione puntata. Conserva il testo canonico IPv6 o una rappresentazione binaria adeguata, accetta in entrata le forme compresse e verifica i casi di loopback, indirizzi mappati o dual stack secondo il contratto API. Per una richiesta reale e il contratto aggiornato, vedi la pagina API di 2IP.