API JSON o XML
La scelta tra JSON e XML rientra nel contratto tra un client e un'API. Il client deve saper riconoscere l'esito positivo, gli errori di validazione e di autenticazione, i limiti di frequenza e gli errori temporanei del server. Il formato JSON o XML non modifica la semantica HTTP, e gli indirizzi IPv4/IPv6 vanno memorizzati senza dare per scontata la lunghezza di un IPv4.
Come gestire la risposta
Controlla Content-Type, codice di stato, campi documentati e quota. Tratta a parte HTTP 429: rispetta Retry-After se presente e usa un backoff esponenziale limitato con jitter. Prima di ripetere una richiesta, chiediti se è idempotente. Nei log registra identificatori di richiesta, stato e latenza, mai i segreti dell'API.
Il dettaglio che conta
JSON si adatta in modo naturale ai comuni modelli di dati a oggetti e array ed è di solito compatto; XML supporta attributi, namespace e strumenti maturi per gli schemi. Scegli in base al contratto API e all'ecosistema, invece di presumere che un formato sia universalmente più veloce o più corretto. Per provare una richiesta reale e leggere il contratto aggiornato, consulta l'API di 2IP.